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sabato 21 gennaio 2012

Società

Dopo quasi un anno che non ci andavo, ieri sera sono stata al laser game gioco che adoro ed ottima alternativa al gironzolare per locali vari tipo degli zombie.
 Non ci sono stata con la mia solita compagnia sarà per l'età, sarà per il carattere ma a loro i giochi ed in particolare questo non li fanno impazzire così sono andata con amici di una mia amica.
Ebbene..erano tutti più piccoli di me!
Ho rivisto la me dei 19 anni: il primo anno di università, le uscite alle 21.30 (ora se non sono le 23.00 chi  esce?!?!?!), l'ironia di quell'età, i problemi sentimentali e gli approcci nei loro confronti.
Paradossalmente a quell'età, pur non rendendosene conto, si è più spensierati e meno consapevoli.
Si è meno consapevoli di chi si è e di cosa si vuole.
Parlando con un ragazzo, lui ha affermato di non sapere nemmeno cosa ci potrà fare, che cosa diventerà con quel pezzo di carta chiamato laurea!!!
E' grave sentire cose del genere ma è diffusissimo come pensiero, come affermazione.
Il più delle volte ci si iscrive all'università perché la società ci inietta nella nostra mente l'equazione università = lavoro; appena usciti dalle superiori vediamo un solo percorso che crediamo sia il più efficiente, il più produttivo per il nostro futuro e tutto questo per avere una vita economica serena: per poter consumare ed acquistare tutto quello che vogliamo.
Siamo figli di una società del consumo e ne siamo diventati schiavi.
Abbiamo il terrore di non poter acquistare quello che desideriamo ma non abbiamo paura di non avere più sogni ed ideali che vadano oltre il consumo.
Stiamo diventando dei bambolotti privi di identità, a cui basta vedere la superficie della vita senza esplorarla e farla propria.
Siamo dei bamboccioni, degli inconsapevoli immaturi.
Ho pensato a quel venerdì sera di quattro mesi fa a Parigi, alla chiacchierata con J. ed E. prima di sapere le loro età, ai loro atteggiamenti e mai mi sarei aspettata che potessero avere 20 e 19 anni: sembrava avessero 25 anni anche per il loro stile di vita e per la loro maturità.
Per tutto questo tempo ho pensato che fosse per le differenze culturali fra Italia e Francia, che questo potesse condizionare la crescita dei giovani ma E. è italiana!
Così ho iniziato a pensare...
Perchè c'è tutta questa differenza di maturità fra questi ragazzi e J.ed E.?
Qual'è lo standard di maturità esatto per ogni età? Esiste?
Com'è possibile che questi ragazzi siano così inconsapevoli delle loro vite al contrario di J. ed E.?
Ho pensato tanto e mi sono tornati in mente gli occhi di J. che si accendevano quando parlava del suo sogno, della sua passione e di come la stesse seguendo perchè era quello che amava fare.
Ed ecco, penso che la risposta sia proprio in questo: chi sogna, chi insegue i suoi sogni e le sue passioni cercando di farne la propria vita anche lavorativa è consapevole di quello che fa, di quello che vuole e si da' da fare attivamente; non si è più schiavi del consumo ma al contrario si incorporano in sé altri valori ed ideali non più di naturale materiale.
Gli oggetti cambiano di significato, non sono più la soluzione ai nostri desideri bensì il mezzo per raggiungere i propri obiettivi.
Ma questo la società non ce lo insegna, ci scoraggia a seguire questa visione di vita, ce la fa apparire scomoda, difficile, poco conveniente ed ecco allora che diventa una strada solo per  i più coraggiosi ed i più sognatori.


"Ci vuole uno sforzo costante per vedere cosa c'è sotto il proprio naso" S. Kubrick

2 commenti:

RamyRamy ha detto...

è vero... c'è molta gente laureata che non è mai riuscita a trovare un lavoro o se lo ha trovato è come commessa o comunque un altro lavoro, sempre rispettabilissimo, ma dove effettiavamente non c'è bisgono di una laurea. quindi è normale chiedersi a cosa serva...

Lalift ha detto...

Ma figurati :)

E' molto bello tutto ciò che dici lo condivido pienamente. Secondo me non è solo un'equazione che ci inietta la società. In passato andare all'università significava poter avere un'opportunità in più di altri e di poter effettivamente avere un lavoro meglio pagato. Oggi non è più detto così ma secondo me è rimasta nella società la presunzione che effettivamente con un pezzo di carta in mano si sia superiori. Mai niente fu più stupido ! visto che oggi una laurea la possiamo avere tutti a differenza del passato. Detto questo credo però che per chi si laurea con coscienza di causa rimanga comunque una grande soddisfazione. Io non mi sarei iscritta se non avessi avuto fin da principio chiari i miei ideali e la mia idea difuturo. Per me è inconcepibile il livello di menefreghismo e apatia che circola nella nostra generazione. Credo che non ci sia uno standard di maturità, ma credo che la maggior parte delle persone ormai si cullino nell'idea che la giovinezza durerà per sempre. E quando si sveglieranno saranno già genitori negligenti portati via da una vita che non sono stati in grado di controlllare perchè pensavano che a 20 anni tutto fosse concesso. E queste colpe ricadranno sulla prossima di generazione vedrai ... ho una sorella più piccola di sei anni e vedo scempi inenarrabili. Ma non perchè noi fossimo più intelligenti, ma perchè almeno avevamo dei rimorsi. Almeno credo poi non saprei.
Scusami per essermi dilungata ma era un argomento che mi appassionava molto :)

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